Geronticus eremita

Geronticus eremita – Ibis eremita

Tassonomia

Regno Phylum Classe Ordine Famiglia Specie
Animale Chordata Uccelli Pelecaniformes Threskiomithidae G. eremita

 

Stato di conservazione

Questa specie ha subito un forte declino negli ultimi decenni ed ora ha una popolazione estremamente ridotta, con oltre il 95% degli uccelli selvatici concentrati in una sottopopolazione in Marocco. In questo sito i numeri stanno aumentando grazie alle migliori tecniche di gestione con un conseguente maggiore successo riproduttivo. Tuttavia, il miglioramento registrato in Marocco è molto recente e non ha ancora portato ad un aumento sostanziale del numero di colonie. In Siria (dove c’era l’unica colonia migratrice esistente) la popolazione è diminuita drasticamente negli ultimi 30 anni e ad oggi non si registrano coppie nidificanti. La specie per questi motivi è considerata a grave rischio di estinzione.

Distribuzione e minaccia

Si valuta una popolazione mondiale compresa tra i 210 ed i 260 soggetti adulti in natura (105 – 130 coppie nidificanti). La sua distribuzione è confinata ai 590 Km2.
La specie è minacciata da diversi secoli probabilmente per non identificate cause naturali. Tuttavia, il calo più recente e rapido è senza dubbio il risultato di una combinazione di fattori che interessano diverse popolazioni (marocchina, siriana e turca).
In Marocco l’abusivismo edilizio, il disturbo arrecato nelle vicinanze delle zone di allevamento e i cambiamenti in agricoltura, sono le minacce che possono avere l’impatto più grave sulla popolazione.
La caccia è la principale causa di estinzione della piccola popolazione siriana, il pascolo e la raccolta di legna da ardere hanno ridotto la qualità degli habitat in zone vocate all’alimentazione. Un esempio su tutti: un pozzo in costruzione in un sito strategico per l’alimentazione in Siria ha recato un disturbo tale da impedire la riproduzione delle coppie presenti. Questi fatti aumentano il disagio per la specie e potrebbero rendere questo importante luogo inadatto nel prossimo futuro.
Molte sono le attività umane che recano disturbo alla riproduzione, tra queste citiamo i cacciatori di trofei, le concessioni petrolifere, l’urbanizzazione ed anche e soprattutto la mancanza di aree sicure con disponibilità idriche.
La mortalità durante la migrazione sembra essere alta tra la popolazione di ibis siriani, tanto che nel 2015 la colonia si è estinta.
In Turchia, l’utilizzo inconsulto di pesticidi utilizzati contro cavallette e moscerini, ha condizionato la riproduzione della specie

Misure di conservazione: nel 1999, un gruppo internazionale di consulenza è stato creato per coordinare gli sforzi e fornire aiuti scientifici. Un piano d’azione internazionale è stato pubblicato nel 2006. Più di 1.000 individui della popolazione occidentale esistono in cattività in tutto il mondo, ma gli uccelli appartenenti alla popolazione orientale sono molto più rari. Un programma di allevamento a Birecik mira a stabilire una popolazione parzialmente in cattività di 150 uccelli. Un centro di allevamento in cattività è stato costruito ad Ain-Tijja Mezguitem, nord-est del Marocco. Si spera che gli uccelli allevati saranno poi rilasciati per costituire una nuova popolazione. Altri programmi di riproduzione in cattività esistono o sono previsti in Austria, Spagna e Italia, il più importante all’Oasi dei Quadris di Fagagna – Udine, che ospita oltre 70 individui in cattività ed una quarantina in semilibertà (questi ultimi sono soggetti imprintati a partire dal 2016 ed i loro piccoli nati a partire dal 2016). Nel sud della Spagna un totale di 109 uccelli sono stati rilasciati tra il 2004 e il 2007. Anche se la mortalità giovanile è stata elevata,  Nel 1991, il Parco Nazionale di Souss-Massa  è stato designato per proteggere la nidificazione e l’alimentazione e nel 1994, un programma di monitoraggio e di ricerca, è stato istituito coinvolgendo la popolazione locale. La fornitura di acqua dolce in prossimità delle colonie di nidificazione nel parco nazionale è stato determinante per aumentarne la produttività.
Le azioni di conservazione fino ad oggi praticate si sono concentrate nella riduzione delle influenze negative sulla riproduzione.

Habitat ed ecologia

Comportamento: La fase dell’accoppiamento avviene in colonie numerose a partire da metà febbraio. Le uova vengono deposte in marzo-aprile. Le nuove famiglie vengono lasciate libere alla fine di giugno o all’inizio di luglio, ma la migrazione e la dispersione non iniziano fino ad agosto. Gli uccelli migratori della popolazione siriana non arrivavano nelle zone invernali dell’Etiopia prima di dicembre.
Le colonie nidificanti di solito sono situate in zone rocciose, falesie e scarpate in regioni remote ed aride. In passato i castelli, rovine e le pareti sono state utilizzate come siti di nidificazione in ambiente urbano. L’Ibis si trova spesso vicino alle rive dei fiumi, lungo i ruscelli. Gli uccelli possono trovare l’alimento su terreno asciutto e pendii rocciosi, così come in zone umide, sulle strisce sabbiose costiere, sui letti dei fiumi e sui banchi di sabbia sul mare. Posatoi distanti dal sito di riproduzione possono essere gli alberi e sporgenze rocciose.
Durante la fase non riproduttiva l’ibis può trovarsi nei prati di montagna, stoppie, erba corta, terreno roccioso semi-arido, e terreno umido in zone più basse. Predilige aree con vegetazione molto rada, ma a volte frequenta pascoli. Evita campi coltivati e pascoli dove l’erba supera i 25 cm di altezza.
Dieta: ha una dieta ampia e si nutre di ogni animale, disponibile compresi gli insetti, aracnidi, scorpioni, lombrichi, lumache e vertebrati quali i pesci, anfibi, lucertole e serpenti, piccoli roditori e piccoli uccelli, vivi o morti. Si nutre anche di vegetazione, tra cui bacche, germogli, e rizomi di piante acquatiche.