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Addio a PA376, giovane cicogna nata quest’anno che non ha avuto il tempo di iniziare a vivere la sua vita

Addio a PA376, giovane cicogna nata quest’anno che non ha avuto il tempo di iniziare a vivere la sua vita

FAGAGNA. Avrebbe dovuto essere operata ieri pomeriggio, ma in tarda mattinata è morta. Vittima di una stupidità senza spiegazioni.
Si è interrotta così la vita di una delle giovani cicogne nate quest’anno a Fagagna, bersaglio nei giorni scorsi di un colpo di carabina ad aria compressa esploso da ignoti.

Domenica scorsa qualche persona priva di scrupoli, avendo a disposizione una carabina ad aria compressa, anziché sparare ai barattoli si è dilettato a colpire una cicogna seguita dall’Oasi. Sappiamo che l’arma che ha sparato è una carabina ad aria compressa di libera vendita in quanto dalle radiografie effettuate sull’animale è stato evidenziato chiaramente il proiettile.

 

L’animale, ferito e in grande difficoltà, è stato notato lunedì dagli operai che stanno lavorando nel cantiere posto proprio di fronte all’Oasi. Hanno visto la cicogna nell’area del cantiere, l’hanno soccorsa e ce l’hanno portata. Noi abbiamo provveduto ad allertare il nostro veterinario, il Dott.  Stefano Pesaro, specializzato in animali selvatici. Secondo quanto riferito dal veterinario la lesione subita dalla cicogna era molto grave, sia per la tipologia di frattura che per la contaminazione da parte del pallino. L’animale era stato posto quindi sotto terapia antibiotica, antidolorifica e di supporto. E la zampa era stata immobilizzata.

E ieri, nella clinica veterinaria di Gorizia dove collabora il professor Pesaro, avrebbe dovuto essere operato. Purtroppo l’animale, complice qualche complicazione sopraggiunta a causa delle sue deboli condizioni, non ce l’ha fatta e nella tarda mattinata di ieri è morto.

Quella colpita, è una delle cicogne nate quest’anno, identificata dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) con il numero PA376 e faceva parte di un piccolo gruppo di giovani non ancora migrati.

Ieri, intanto, dall’Oasi è stata sporta denuncia alla Guardia forestale. Vorremmo rivolgere un appello a chi avesse notato qualcosa di sospetto, invitarlo a farsi avanti per poter risalire al colpevole. Il responsabile, infatti, dovrà rispondere di uccisione di animale, reato previsto e punito dal Codice penale.

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